F.A.Q.

  1. QUALI SONO I SINTOMI DELLA PRESSIONE ALTA?
  2. I sintomi che più frequentemente si associano ad un rialzo pressorio sono la cefalea, di solito irradiato alla nuca , la difficoltà di concentrazione o l’irritabilità, il vomito, le vertigini, i disturbi visivi e l’epistassi cioè la perdita di sangue dal naso. Spesso però la pressione alta non dà segni di sé se non tardivamente o quando è molto grave, ed inoltre i sintomi nel bambino, soprattutto nel primo anno di vita, sono scarsamente specifici e dunque più difficilmente identificabili, tra questi l’inappetenza, il vomito, l’irritabilità, o la scarsa reattività. E’ dunque buona regola includere all’interno di una valutazione pediatrica la misurazione della pressione anche nei bambini.

  3. QUANDO DOVREI FAR MISURARE LA PRESSIONE A MIO FIGLIO?
  4. Generalmente, se non esistono fattori di rischio o sintomi specifici, si consiglia di effettuare almeno una misurazione nell’infanzia, nell’età scolare e nell’adolescenza.

  5. ESISTONO BAMBINI PIU’ A RISCHIO DI ALTRI?

    Particolare attenzione va data ai bambini con genitori ipertesi, ai piccoli nati prematuri o di basso peso alla nascita, agli adolescenti obesi o a quelli che assumono farmaci che possano alzare la pressione . ( spray nasali con vasocostrittori , immunosoppressori , cortisone in terapia continuativa ed ad alte dosi ) .

  6. L’ALIMENTAZIONE PUO’ INFLUENZARE I VALORI DELLA PRESSIONE?

    Si : Il bambino obeso ha un maggior rischio di ipertensione . Il trattamento dell’ipertensione nel bambino deve sempre includere una terapia non farmacologica che preveda la riduzione del sovrappeso, ove necessario, e un intervento dietetico a favore dell’assunzione di verdure, ricche di potassio, calcio, magnesio e fibre e della riduzione dell’assunzione di sale ( sodio)

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